L’ETICA IN MEDICINA ESTETICA


Se si accetta che la persona umana sia il valore fondamentale ne consegue che il medico deve trattare ogni persona sempre come un fine e mai come un mezzo.

Il paziente non potrà mai essere per il medico un mezzo da usare secondo scopi che sono suoi e che non corrispondono al bene proprio del paziente stesso.

La cura del paziente deve anche sempre un mezzo attraverso cui il medico si procura un’esperienza clinica o semplicemente si guadagna da vivere: ciò resta evidentemente lecito nella misura in cui le finalità proprie del medico, non trascurino la ricerca del bene del paziente.

Il criterio del primum non nocere deve restare come criterio guida della pratica medica.

Esso urge di più del principio di fare il bene. Tende a compensare il principio di autonomia, inquadrandola in limiti che non possono essere superati dal medico. La sua tensione non può che essere verso il bene del paziente.

Il medico deve sempre cercare il bene del paziente, è per questo che il paziente si rivolge a lui.

La beneficialità non può che essere alla base del contratto di cura con il paziente. Il riferimento alla beneficialità permette di superare, almeno in gran parte, una contrapposizione tra diritti del medico e diritti del paziente. Pone infatti al centro della professione il bene che essa ha come suo oggetto specifico: la salute del paziente.

In base a questo principio il medico non è tenuto a dare al paziente tutto ciò che egli nella sua autonomia gli richiede, ma solo ciò che il medico con la sua competenza professionale giudica essere benefico per la sua salute. Il principio si pone quindi a difesa anche della dignità della professione stessa.

Il medico deve sempre cercare il bene del paziente, è per questo che il paziente si rivolge a lui. La beneficialità non può che essere alla base del contratto di cura con il paziente. Il riferimento alla beneficialità permette di superare, almeno in gran parte, una contrapposizione tra diritti del medico e diritti del paziente.

Pone infatti al centro della professione medica il bene che essa ha come suo oggetto specifico: la salute del paziente.

In base a questo principio il medico non è tenuto a dare al paziente tutto ciò che egli nella sua autonomia gli richiede, ma solo ciò che il medico con la sua competenza professionale giudica essere benefico per la sua salute.

Il principio si pone quindi a difesa anche della dignità della professione stessa.